T20 APS
Archivio sonoro partecipato
In una valle in abbandono, un esperimento comunitario per dare forma sonora a memorie e speranze del territorio. Installazione minima, opera collettiva, con materiali di riuso locali.

Lâ via
Abitanti, emigrati in pianura, e loro discendenti hanno raccontato le proprie storie legate al territorio, prodotto alcuni scenari futuri sulla valle, e contribuito con spunti su forme, simboli, e luoghi per definire uno spazio ed un oggetto contenitori.



Condotti dai conoscitori della valle, abbiamo scelto uno spazio facilmente accessibile seppur nascosto, uno sguardo su successioni secondarie, prati sfalciati, rovine, e abitazioni vissute. Sovrapponendo stralci di racconti, affidandoli a voci sintetiche, per trasmettere il sempre mutevole equilibrio del vivere attraverso tempi, luoghi, persone in sospeso.
TERRITORIO E COLLETTIVO
Il giardino selvatico
La val Silisia è una laterale del fiume Meduna, nelle Dolomiti Friulane – Patrimonio Mondiale UNESCO.
Disabitata per milleni, la valle è stata colonizzata nel XVI sec. da chi non sottostava alle regole di pascolo in val Meduna. I pionieri hanno incendiato vaste porzioni di bosco per le proprie greggi e costruito stavoli che con il tempo sono cresciuti in piccoli agglomerati. Col tempo, sotto le richieste della Repubblica di Venezia, anche il legno si è trasformato in risorsa; con conseguente ulteriore disboscamento.
Minimi proventi, miglioramento delle condizioni di vita, e relativo aumento della popolazione hanno portato ad un progressivo impoverimento del capitale naturale. Ciò ha reso la valle difficile da abitare, costringendo molti ad emigrare già ad inizio Ottocento. Nel 1963 un bacino idroelettrico ha sommerso gran parte della valle, completando la diaspora.



Oggi il selvatico ha riconquistato tutti i pendii ed intere borgate. Aquile reali, linci, e fiori di Daphne Blagayana (pianta unica in Italia, presente solo in questa valle) convivono con una decina di persone.
Qui opera un gruppo di professionisti e abitanti locali che lavora al “giardino selvatico” – un nuovo concetto di territorio, con intere porzioni ideologicamente abbandonate, in cui la percezione dell’evoluzione naturale diventa elemento fascinoso.
T20 APS conduce iniziative comunitarie e pratiche sperimentali di ricerca artistica, progettuale, e scientifica con l’obiettivo di sostenere una rinascita in termini culturali, naturalistici, e insediativi del territorio.
L’installazione è costruita con materiali recuperati in loco, fra vecchie costruzioni avvolte dal bosco: pietre di rovine e lastre metalliche abbandonate. Un QR code sulla seduta permette di accedere all’archivio ed ascoltare i brevi racconti dai propri dispositivi.


