COMUNI DI TRAMONTI DI SOPRA, TRAMONTI DI SOTTO, E MEDUNO

Comunità di progetto Valli del Meduna

Il progetto nasce dall’idea di affrontare, dal basso e in modo congiunto tra diverse comunità, le difficoltà di alcune delle più remote vallate delle Prealpi Carniche.

La fase di ricerca si è basata su osservazioni e interazioni continue con il territorio: analisi del contesto locale, ricognizioni e sopralluoghi, studio delle opere pubbliche previste, interviste a varie categorie di abitanti e portatori di interesse. A queste si sono aggiunti dati relativi a casi studio e tendenze globali e locali.

Sulla base di quanto raccolto, sono stati organizzati laboratori partecipati, incontri con esperti ed esplorazioni attive. In una comunità frammentata e spesso scettica, queste attività hanno avuto il merito di avvicinare giovanissimi e anziani, locali e forestieri, politici e tecnici, comitati spontanei e associazioni già presenti sul territorio.

L’alto bacino del fiume Meduna ha un passato particolare e poco noto: un tempo caratterizzato da polverizzazione abitativa, alta densità demografica, una popolazione superiore a quella di Pordenone, un proprio tribunale e scambi commerciali con Amsterdam.

Oggi, come molte aree montane, soffre di calo demografico e invecchiamento della popolazione. Mancano industrie e artigianato, le attività agro-silvo-pastorali sono scarse, i servizi sanitari assenti e il trasporto pubblico ridotto. Dal 2019, dopo una valutazione del rischio idrogeologico, è stato chiuso il campeggio più grande del Friuli montano, con circa 20.000 presenze stagionali, e la scuola materna e primaria.

Le valli, un tempo pascolate, sono oggi invase dalla vegetazione, creando un paesaggio selvatico che sta iniziando ad attrarre visitatori di nicchia.

Negli ultimi anni la comunità ha ripreso vigore grazie a un consorzio agro-silvo-pastorale, alla valorizzazione turistica delle Pozze Smeraldine, ed eventi di portata internazionale quali il festival folk e le gare di corsa in montagna. Soprattutto, l’arrivo di giovani attratti dalla natura, e ora attivi nel sociale e nell’imprenditoria, sta portando nuove speranze di rinascita.

Dal lungo percorso partecipato sono stati raccolti numerosi spunti, rielaborati con le Amministrazioni locali, ed organizzati in temi, tra i quali: biodiversità, risorse locali, economia circolare, benessere psicofisico, sanità di prossimità, sport, formazione, lavoro condiviso, decarbonizzazione, e-mobilità, automazione, telelavoro.

Utilizzando metodi di previsione strategica e l’interpretazione di segnali deboli e forti, sono stati esplorati diversi scenari per il territorio e le sue comunità nel 2040.  

La strategia è stata fondata su 4 direzioni progettuali: la trasformazione di alcuni edifici pubblici in avamposti sperimentali per servizi, il recupero del patrimonio culturale con creazione di centri studi, la formazione professionale incentrata su nuovi modelli di sviluppo eco-sostenibile, e la centralità delle innovazioni produttive.

All’interno delle quattro direzioni strategiche, e a seguito di un nuovo confronto con amministratori e abitanti, sono emerse 33 idee progettuali su diversa scala – dai piccoli interventi alle grandi opere pubbliche – che abbracciano varie tematiche, dalla socialità all’energia, dall’ospitalità alla formazione. Alcune di queste idee, prese in carico dagli uffici comunali competenti, sono passate alla fase di progettazione tecnica e successivamente realizzate.

Il traguardo più ambizioso, capace di integrare molteplici direzioni e tematiche, rimane il ‘Meduna Cultural Park’: un sistema locale di formazione, lavoro, ospitalità, produzione artistica, e supporto socio-assistenziale. Un grande parco culturale diffuso, incentrato attorno alle ex-scuole dell’alta valle, a loro volta collegate a biblioteche e centri polifunzionali già esistenti, in un percorso di ridefinizione di spazi e loro utilizzi.

A conclusione del percorso di valle, per la realizzazione del ‘Meduna Cultural Park’, è stato ottenuto un finanziamento di 6.000.000 € dall’Ente di Decenetramento Regionale di Pordenone. L’opera è attualmente in fase di progettazione tecnica, con avvio lavori previsto nel 2027.

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