COMUNE DI VITO D’ASIO
Barquet Living Lab
In un paese di appena 200 abitanti, cosa fare di un edificio termale chiuso da decenni e del suo parco sottoutilizzato?
Il paese di Anduins sorge lungo il rio Barquet, affluente del torrente Arzino, nelle Prealpi Carniche. Qui, sul finire dell’Ottocento, fu sviluppato un centro termale di acqua solforosa, fiorito negli anni Venti del Novecento, e chiuso dopo il terremoto del 1976 a causa della riduzione della vena termale.
Nel 2024, abbiamo intrapreso un percorso di riappropriazione comunitaria del sito e di rilettura ecologica del paesaggio, prima ancora di intervenire sull’edificio.



Dopo decenni di abbandono, l’edificio è stato riaperto per un giorno, con la partecipazione di circa 50 adulti e bambini della scuola primaria, che hanno condiviso memorie, idee e sogni per riconnettersi col luogo.Â
Nei successivi laboratori i partecipanti hanno lavorato su Anduins del 2035: sono stati sviluppati scenari futuri basati sul rapporto intergenerazionale per raggiungere una visione trasformativa dell’intero bacino del Barquet. Con la strategia del ‘laboratorio vivente’ centrato sull’acqua, dove le persone fanno proposte sperimentali sviluppandole direttamente nel contesto.
Le 3 tappe previste per il raggiungimento della visione sono: la creazione di un giardino spontaneo nel 2025; la trasformazione in bosco di paese entro il 2030; e la modellazione di un nuovo paesaggio per il 2035.
Un percorso durante il quale le ex terme saranno sempre al centro delle evoluzioni, progressivamente trasformate in centro di educazione ambientale sul territorio.


La prima tappa, la creazione di un giardino spontaneo, è in corso.
Le rive del Barquet antistanti l’edificio sono state ripulite da infestanti con l’impegno degli abitanti e il supporto tecnico della Regione Friuli Venezia Giulia: oltre 4.500 m² di parco, tra cascate e scorci panoramici, sono di nuovo fruibili.
Grazie alla collaborazione con ARPA FVG, Ecomuseo delle Dolomiti Friulane, e l’Istituto Comprensivo delle Valli del Meduna, Cosa e Arzino, è stato creato un percorso educativo, sui servizi ecosistemici, che collega la scuola primaria del paese al parco. Inoltre, è prevista la creazione di un secondo percorso, floristico, in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine.




Il lavoro, secondo la strategia del ‘laboratorio vivente’, procede intrecciando la sperimentazione continua per raggiungere la visione e la riqualificazione delle strutture.
Nei primi 2 anni, passeggiate, giochi, concerti, spettacoli teatrali, letture e narrazioni hanno permesso di riattivare la dimensione affettiva e sociale dei luoghi, contribuendo ad orientare il recupero tecnico degli spazi interni ed esterni.
Attraverso la presentazione di quanto svolto finora, sono stati ottenuti una serie di finanziamenti pari a circa 800.000€ da parte della Regione Friuli Venezia Giulia. Entro il 2028 è prevista la manutenzione straordinaria dell’edificio, la riapertura al pubblico degli spazi interni delle ex terme, e dunque l’attivazione della prima versione del centro educativo ambientale.
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