COMUNE DI VITO D’ASIO
Recupero delle Fonti Solforose
In una comunità di appena 200 abitanti, reinterpretiamo un sito termale storico abbandonato. Un laboratorio vivente nel quale sperimentare nuove relazioni tra acqua, persone, e buon vivere.

Barquet Living Lab
Anduins sorge lungo il rio Barquet, affluente del torrente Arzino, in un ambiente ricco di biodiversità e complessità geologica.
A partire dal 1870, il Comune di Vito d’Asio realizzò le prime opere per la captazione e la distribuzione dell’acqua solforosa, dando vita a un vivace centro termale con oltre 500 posti letto e 1.000 presenze giornaliere negli anni Venti del Novecento. Le trasformazioni economiche e sociali del secolo scorso portarono al progressivo declino del complesso, fino al terremoto del 1976, che ne decretò la chiusura – anche a seguito di una drastica riduzione della portata della vena termale.
Dopo decenni di abbandono, nel 2024, Comune ed Ecomuseo locale hanno avviato un percorso di riappropriazione comunitaria e di rilettura ecologica del paesaggio.

Dopo oltre 20 anni di chiusura, l’edificio ha riaperto le porte accogliendo 40 esploratori e alcune classi della scuola primaria. Adulti e bambini hanno intrecciato memorie, idee e sogni per immaginare il futuro del luogo.

Nei successivi laboratori, i partecipanti hanno ricevuto una “guida al futuro” come ispirazione per delineare la Anduins del 2035. Attraverso strumenti di future thinking, sono stati sviluppati scenari basati sul rapporto intergenerazionale come chiave della trasformazione.
L’idea iniziale di un laboratorio vivente centrato sull’acqua è stata articolata in tre momenti evolutivi di un unico concept: dal giardino spontaneo, al bosco di paese, al nuovo paesaggio.
Il primo passo è la (ri)costruzione di un’identità comunitaria attorno al rio Barquet, con un intervento di valorizzazione della flora del parco e il riuso temporaneo dell’edificio come base per attività formative e sociali.

Le rive del Barquet antistanti l’edificio sono state ripulite grazie all’impegno degli abitanti e al supporto tecnico della Regione: sono stati recuperati oltre 4.500 m² di parco tra cascate e scorci panoramici.
Passeggiate, giochi, concerti, spettacoli teatrali, letture e narrazioni stanno contribuendo a riattivare la dimensione affettiva e sociale dei luoghi.
Accompagnando il Comune nella richiesta di fondi, sono stati ottenuti contributi regionali che permetteranno la manutenzione straordinaria di una parte dell’edificio e il riuso temporaneo degli spazi interni a partire dal 2026.
Progetto in corso