T20 APS
Lâ via
In una valle ormai disabitata e con un marcato ritorno al selvatico, come dar voce al passato e stimolare riflessioni sul domani?
La val Silisia è una laterale del fiume Meduna, nelle Dolomiti Friulane, Patrimonio Mondiale UNESCO. Un territorio che conta una ventina di residenti sparsi, dove l’ormai inevitabile transizione è verso la rinaturalizzazione. Un territorio sospeso tra le memorie di chi è partito o è rimasto solo, e futuri in cui il paesaggio potrebbe non essere più governato dagli esseri umani.
Qui l’associazione T20 lavora al ‘giardino selvatico’: un nuovo modello di relazione territoriale, con intere porzioni ideologicamente abbandonate, in cui la percezione dell’evoluzione naturale diventa un elemento di crescita personale e comunitaria.
In questo contesto, abbiamo condotto un percorso partecipativo finalizzato alla realizzazione di un’opera comunitaria che racconti le transizioni del territorio.


Il lavoro di ricerca è stato svolto attraverso una serie di laboratori con chi vive la valle o l’ha vissuta. Abitanti, emigrati in pianura e loro discendenti hanno raccontato le proprie storie legate al territorio per poi definire alcuni scenari futuri.
Ai partecipanti, inoltre, è stato chiesto di indicare forme, simboli e luoghi di un’installazione capace di contenere testimonianze del passato e previsioni sul domani.

Ha preso corpo l’idea di un archivio disponibile in uno spazio facilmente accessibile seppur nascosto. È stato scelto un belvedere poco distante da una strada carrabile, con vista su successioni secondarie, prati sfalciati, rovine e abitazioni ancora vissute.
L’archivio è stato pensato come un’installazione, una piccola seduta costruita con materiali recuperati in loco – pietre di rovine e lastre metalliche abbandonate. Un codice QR sulla seduta permette di accedere all’archivio e ascoltare alcuni brevi racconti, frutto di quanto emerso dai laboratori partecipativi.
Storie e scenari sono stati rielaborati, mescolando spunti passati e futuri, e affidando la narrazione a voci sintetiche, per trasmettere il sempre mutevole equilibrio del vivere attraverso tempi, luoghi e persone in sospeso.




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